Rosa Luxemburg

nacque in Polonia, allora parte dell’Impero russo, in provincia di Lublino, nel 1871.

Due anni dopo si trasferì con la famiglia a Varsavia, dove riportò una malattia che la costrinse a zoppicare per tutta la vita. Nel 1884 entrò al Liceo femminile, dove conobbe esponenti del gruppo rivoluzionario clandestino Proletariat. Riportò pieni voti e tutti i giudizi concordano sulla brillantezza del suo intelletto, tuttavia il consiglio d’istituto negò riconoscimenti a causa delle sue idee politiche.

Dopo gli studi liecali, conclusi nel 1887, iniziò a studiare le opere di Marx ed Engels, mentre in Polonia aumentavano gli scioperi e le manifestazioni, ma anche le operazioni repressive della polizia. Il Proletariat venne decimato dagli arresti. Nel 1889 Rosa dovvette fuggire da Varsavia, attraversando la frontiera austro-ungarica nascosta in un carro da fieno.

A Zurigo conobbe Leo Jogiches, un rivoluzionario di Vilnius, anche lui esule. Jogiches lavorava alla pubblicazione e diffusione di letteratura marxista in Polonia, tra cui la rivista «Sprawa Robotnicza» (La Causa Operaia). Con lo pseudonimo di R. Kruszyńska – che lascia intendere quanto nel suo pensiero vi fosse di dottrina mistica – Rosa Luxemburg ne fu il redattore principale.

La linea politica della «Sprawa Robotnicza» non tardò a manifestarsi in aperto contrasto con il programma del PPS (Partito Socialista Polacco).  Luxemburg e Jogiches, insieme a Marchlewski e Warszawski, decisero di fondare la SDKP (Socjaldemokracja Królestwa Polskiego, Socialdemocrazia del Regno di Polonia), negando che un programma socialista potesse accogliere temi nazionalistici.

Rosa Luxemburg decise di trasferirsi a Berlino, per entrare in contatto con Kautsky, Bebel e Liebknecht, i più importanti interpreti del pensiero di Marx ed Engels. Lo fece nel 1898 e, per aggirare l’ostacolo dell’immigrazione, sposò fittiziamente il figlio di una sua amica, Olimpia Lübeck e presto riuscì ad entrare nel mondo del giornalismo, per divenire direttore del quotidiano Sächsische Arbeiterzeitung.

In opposizione alle tesi del dirigente socialdemocratico tedesco Eduard Bernstein, che sosteneva superate molte indicazioni di Marx sulla base della constatazione che da due decenni non si verificavano in Europa crisi economiche, Rosa Luxemburg sosteneva che lo sviluppo dell’economia e la lotta per la concorrenza sul mercato mondiale avessero fatto del militarismo lo strumento principe della politica imperialistica delle grandi potenze. Non sostenuta in questa polemica da tutti i suoi redattori, Rosa Luxemburg si dimise da direttore e tornò a Berlino, dove abitò vicino ai coniugi Kautsky, con i quali entrò in relazioni di amicizia.

In questa fase i suoi articoli, per la Leipziger Volkszeitung, si concentrano sulla forte posizione antimilitarista. una serie di articoli sul militarismo, denunciato come «investimento irrinunciabile sul piano economico (…) e miglior sostegno della dominazione di classe sul piano sociale e politico».

Queste posizioni la condussero ad avvicinarsi a Karl Liebknecht con il quale, mentre infuriava la prima guerra mondiale, nel 1915 creò il Gruppo Internazionale, che sarebbe diventato in seguito la Lega Spartachista il cui riferimento non è soltanto al capo della rivolta degli schiavi d’epoca romana, ma al simbolo dell’illuminismo politico.

Il 28 giugno 1916 la Luxemburg e Liebknecht, vennero arrestati durante le azioni di repressione di uno sciopero internazionale da loro organizzati. Riuscì comunque a partecipare attivamente alla Rivoluzione tedesca del novembre 1918 e contribuì a fondare il Partito Comunista di Germania.

Nel corso della “Rivolta di gennaio”, insieme con Liebknecht, venne rapita dai soldati dei cosiddetti Freikorps, i gruppi paramilitari agli ordini del governo tedesco. L’interrogatorio, svolto in un albergo denominato “Eden”, fu particolarmente aspro, non meno delle sue risposte sprezzanti. Quando fu uscita dalla stanza, mentre la conducevano fuori, qualcuno le sparò alla testa. Si liberarono del suo corpo gettandolo nel fiume. Era il 15 gennaio del 1919.

Le idee che la rendono immortale sono la chiara determinazione che la guerra favorisce i ricchi ed è uno strumento di dominio (antimilitarismo); che il nazionalismo è un inganno dei ricchi contro i poveri, per condurli a lotte militari (internazionalismo); che la religione ha lo stesso scopo del nazionalismo ed è uno strumento di deviazione dell’attenzione del vero conflitto, che è tra chi ha e chi non ha, divisione di cui occorre trarre le premesse di un superamento, attraverso la diffusione del sapere (gradualismo spiritualista).

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