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Mazzini secondo Taxil

Per quanto vituperato, Gabriel Antoine Jogand Pagès (Les Frères Trois Points, 1885), resta fonte imprescindibile per comprendere la storia delle confraternite esoteriche in Europa. Pubblicando dietro lo pseudonimo di Léo Taxil, Pagès generò un gran clamore scandalistico, rendendo disponibile al largo pubblico l’intera struttura della Massoneria Azzurra e di tutti i suoi principali riti di perfezionamento, in specie il Rito Scozzese.

Taxil_Leo_Les_Freres_Trois-Points_Volume_1L’atteggiamento di Taxil, come ci siamo trovati a dire altrove, non è ancora moderno, nel senso che, nel pubblicare questi materiali coperti dal segreto, non appare in lui la carica entusiastica e profetica che possiamo trovare in un autore di due decenni a lui posteriore, come Aleister Crowley. L’inglese, con il suo aperto declamare di voler donare a tutti qualcosa che prima era riservato a un nucleo ristretto di privilegiati, è assolutamente moderno; mentre il francese è ancora legato allo schema del pentimento: la terribile setta alla quale appartenevo, dalla quale mi sono liberato e di cui vi rivelerò adesso i tremendi segreti.

L’opera di Taxil, non a caso, è stata resa ridicola dai suoi detrattori. In effetti, quando si entra nei malfermi corridoi della letteratura esoterica, questo rischio è sempre presente, proprio perché queste correnti del sapere tentano di entrare nella dimensione del sublime e, per via delle umane imperfezioni, cadono di livello e si aprono al ridicolo. Tuttavia, con un approccio conoscitivo che va mutuato dalle scienze dell’uomo, queste fonti vanno trattate, perché esistono e hanno avuto influenza. Occorre ricordare, in proposito, la lezione teoretica di Marc Bloch, che ha saputo dimostrare [con I Re Taumaturghi, ndr] che per la storiografia non è tanto importante che un fatto sia vero o meno quanto che sia riportato come tale, per valutarne gli effetti che ha avuto su eventi che si sono compiuti in dipendenza della convinzione, giusta o sbagliata che quel fatto si sia verificato.

Taxil parla di una Alleanza Cosmopolita, che aveva un comitato internazionale centrale a Parigi e, attraverso la società dei Filadelfi, aveva riunito personalità avverse al sistema di governo di Napoleone. Da altre fonti, sappiamo che tra i fondatori dei Filadelfi vi era Charles Nodier, direttore della Biblioteca dell’Arsenal a Parigi, luogo frequentato dal noto esoterista Eliphas Levi, che ebbe numerosi e importanti contatti con l’Inghilterra e con l’Italia. In Inghilterra, Levi entrò in contatto con lo scrittore Edward Bulwer-Lytton, membro della Societas Rosacrociana in Anglia. In Italia il legame di Levi era segnato dal suo rapporto con il suo Maestro ed Iniziatore Don Antonio Marino, animatore di un cenacolo napoletano che raccoglieva esponenti del Martinismo, della Massoneria Egizia e del pensiero esoterico delle Due Sicilie, tra cui il Barone Spedalieri, cui è dedicata la sua opera sui Sigilli delle Clavicole di Salomone.

Tornando a Taxil, è lui che riferisce all’Alleanza Cosmopolita la presenza di Filippo Buonarroti, che sarà uno dei protagonisti della Comune di Parigi. I capitoli III e IV del supplemento al libro di Taxil sono interamente dedicati a Giuseppe Mazzini. Ne narra la trasformazione che il genovese operò della Carboneria in un’operazione nuova: la Giovine Italia. Preoccupato di soddisfare il suo committente, che è la Chiesa, Taxil si affanna a descrivere Mazzini come un settario. l’iniziatore di una spietata guerra alla religione e che, al suo insediarsi all’epoca della Repubblica Romana, non avrebbe fatto che «rubare gli argenti e gli ori consacrati al culto cattolico». Ad onor del vero, Taxil riporta la lettera pubblicata da Mazzini stesso sul Globe di Londra il 30 agosto 1849, trascrivendo: «Non ha fondamento alcuno, ed è calunnioso ciò che è stato pubblicato intorno all’anarchia che si è preteso regnare in Roma sotto il regime repubblicano. Era necessario infamare quelli che si volevan distrutti».

L’esperimento di Taxil, in ultima analisi, resta piuttosto meschino negli scopi e mediocre nella raffinatezza intellettuale. Anche nel costruire il profilo esoterico di Mazzini, infine non fa che poco più che imbottire i suoi pregiudizi orientati all’estetica del committente con notizie storiche tratte prevalentemente dal libro di Jesse Mario. Per trovare altri argomenti sul Mazzini esoterico bisognerà ricorrere ad altre fonti.